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San Blas

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Panamà
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martedì 11 maggio 2010

Fotoreportage - Vietnam Centrale


La parte centrale del Vietnam non è do per se molto differente del resto del paese, se non per la sua storia crudele. Qui un tempo il paese è stato diviso in due, qui si sono combattute le battaglie più feroci, ma nonostante questo ben poco rimane di un tempo che non è poi così lontano se ci fermiamo ad osservare la vita che sboccia nelle campagne, nei villaggi, e sulle coste. Nella rigogliosa natura non può che essere l'immagine della pianta di riso, pianta e ripianta con cura, quella che rispecchia la forza e l'anima di questo paese.....(vai alle immagini)

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mercoledì 5 maggio 2010

Fotoreportage - Vietnam del Nord


Come ben sapete c'è un solo Vietnam, ma viste le innumerevoli immagini che ho riportato a casa dal viaggio in questo controverso paese ho deciso di dividerlo idealmente in tre, e questa prima parte inizia non a caso con l'imponenza del mausoleo dedicato al padre dell'unità nazionale - Ho Chi Minh -. Visitando la parte nord del paese vi potrete immergere nelle meraviglie della Baia di Halong, tra i pacifici fiumi che si inoltrano tra le montagne, ma non potrete fare a meno di calarvi nell'assordante chiasso del quartiere vecchio di Hanoi, dove tra venditori, mercati e motociclette è possibile respirare seppur in maniera meno genuina di un tempo, cosa significa Vietnam.

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martedì 30 marzo 2010

Report Fotografico - Macao


MACAO - l'ultimo baluardo europeo in terra asiatica a cedere nuovamente i confini alla Cina, la sua storia è però profondamente diversa dalla vicina Hong Kong e basta fare una passeggiata tra i sui vicoli per capirlo. La piccola colonia è stata per anni il parco giochi della zona, che gli intrattenimenti si svolgessero nei casinò o nei bordelli qui non fa molta differenza e anche la nuova "gestione" sembra esserne pienamente cosciente, ma non fosse per le faccie tipicamente asiatiche non sembrerebbe affatto di essere così lontani dall'Europa.

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giovedì 25 marzo 2010

Report Fotografico - Hong Kong


Hong Kong, la città dei grattacieli.
In questa città è iniziato il nostro ultimo viaggio in Asia e con le foto di questa città efficiente, futuristica, in bilico tra l'oriente e l'occidente inizio la pubblicazione delle immagini che ho portato a casa con me dalla mia ennesima scorribanda per questo nostro incredibile Mondo.



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martedì 16 marzo 2010

GOOD MORNING VIETNAM


Cosa resta del Vietnam post-bellico a 35 anni dalla fine di un conflitto che ha segnato la seconda metà del ‘900? Eccovi il resoconto del viaggio attraverso uno dei paesi più controversi dell’Asia. Una nazione che si snoda lungo la penisola indocinese, dalla foce del Fiume Rosso a nord, fino all’immenso Delta del Mekong nell’ estremo sud.


Sentendo la parola “Vietnam” la mente corre veloce alla guerra che nella seconda metà del secolo scorso ha visto la superpotenza americana subire la sua prima, grande e vera sconfitta del post seconda guerra mondiale. Come ci ricordano però gli stessi Vietnamiti, imprimendolo su colorate t-shirt che vendono a pochi dollari, il Vietnam è un Paese, non una guerra! È un paese che con i suoi 83 milioni di abitanti, sul piano “umano” e non solo, non risparmia proprio nulla al viaggiatore che vi si addentra. Attraversandolo da nord a sud ho avuto l’impressione di un paese operoso, sempre indaffarato nella vita, dai campi alle fabbriche; che fossero immersi nelle verdi risaie o tra il cemento grigio di un distretto industriale, i Vietnamiti mi sono apparsi inattaccabili nella loro quotidiana lotta per la sopravvivenza. Viaggiando con loro sugli autobus, nelle barche e sui treni, calpestando i luoghi teatro di feroci bombardamenti, visitando il ventre della terra all’interno dei famosi tunnel vietcong, non ho stentato nemmeno per un attimo a capire come la superpotenza USA armata fino ai denti abbia potuto perdere contro un piccolo paese armato con fucili di seconda mano e con una manciata di riso nelle tasche dei suoi soldati. Le verità che saltano agli occhi sono due, parallele ed assolutamente inscindibili: la prima è che l’orgoglio di questo popolo di difendere la loro terra per unire ciò che gli invasori coloniali avevano diviso già al tempo dei francesi, era più forte di qualsiasi arma l’uomo potesse utilizzare; l’altra è che se anche i bombardamenti fossero andati avanti fino a che non fosse rimasta una sola pianta di riso, i Vietnamiti avrebbero ripiantato instancabili quel filo d’erba non appena il suono delle bombe si fosse placato. Non ho trovato in questo Paese la gentilezza e l’ospitalità ricevuta in precedenti viaggi attraverso altri stati dell’Indocina, ma piuttosto un diffuso malcostume a manifestare una sorta di ostentato senso di superiorità e di sprezzo per lo straniero in generale. Pur potendo comprendere che tale sentimento si sia impresso nel DNA di questo popolo attraverso anni di lotta per la sopravvivenza, sono rimasto parzialmente deluso dal mondo che vi ho incontrato. Certo per chi si addentra per la prima volta in un paese asiatico, il Vietnam è un concentrato di tutto quello che si può trovare in questo magnifico continente: dai mercati chiassosi e odoranti di cibi speziati di Hanoi alle motociclette che sfrecciano a migliaia per le strade di Saigon, passando per le risaie e i paesi di provincia, e poi cyclo, venditori, ambigui saloni per massaggi, l’odore di incenso che si leva da templi e pagode, tutto questo non è che una piccola parte di una società dalle mille sfumature. Un’esperienza che getta chi è abituato a vivere nel mondo occidentale in una realtà differente, governata da regole e da una morale lontane da noi ed in alcuni casi incomprensibili. Cosa significa fare un viaggio in Vietnam nel 2010 e, soprattutto, cosa resta e cosa è diventata la società comunista che i Vietnamiti hanno costruito in questi 35 anni? La cosa che salta subito agli occhi dell’osservatore più attento è come il comunismo abbia fallito: la società è governata in parte dalle regole del mercato e dall’altro da “conoscenze, amicizie, favori”, non c’è quindi nulla di diverso da una normale società capitalistica moderna. La domanda che sorge spontanea è, allora: a cosa sono servite la guerra, i morti e le sofferenze? Probabilmente a nulla, probabilmente possiamo pensare che gli sconfitti avrebbero creato la stessa società meglio e in tempi più rapidi, visto che era come quella che loro volevano! Soprattutto al sud nelle strade di Saigon ho avuto la netta impressione che in parte fosse ancora in piedi quel sistema di controllo dei quadri di partito vietcong istituito appena finita la guerra (un vecchio retaggio del comunismo cinese): personaggi apparentemente innocui, venditori agli angoli della strada, o il negoziante di quartiere, che più che vendere si occupano di scrutare la vita quotidiana e riportarla al comitato di zona; ma forse era solo l’ombra di un sistema che in breve trasformò gli oppressi in oppressori…un fantasma che stenta ad andarsene dalle strade della città.
Oltre a questo, del Vietnam post bellico non resta quasi nulla, nemmeno i luoghi teatro di scontri sanguinari e massacri sono più così impressionanti se non nella loro feroce storia; l’erba, la jungla e le piantagioni di caffè sono ricresciute sulle barbarie dell’agente orange e sulle fiamme infernali del napalm, delle vecchie basi americane resta solo qualche elicottero e qualche carro armato arrugginito e, se non fosse per la guida e per qualche tomba sparpagliata nelle risaie, non si avrebbe nemmeno l’impressione di entrare nella famigerata fascia intorno al 17° parallelo, quella che fu nominata per ironia della sorte DMZ (zona demilitarizzata) e che invece in poco tempo si trasformò nella zona più militarizzata del Mondo. Oggi il business ha preso il sopravvento, il turismo è una delle industrie più fiorenti e i guidatori di Cyclo, retaggio dell’età coloniale, scorrazzano ancora nella ricerca di clienti. Il mercato, lo scambio di merci, la mano d’opera a basso costo e a bassi diritti sono ritornati a dominare l’economia, la natura è violentata a tal punto che navigando sul Mekong non è raro che il barcaiolo si fermi a togliere le buste di plastica che soffocano l’elica. Che siano sulle poltrone lussuose dell’Hotel Caravelle o in un buio bar nascosto in un vicolo, persino le prostitute bambine che allietavano i soldati americani nei girls-bar sembrano essere tornate, nell’ombra della notte di Saigon, ad intrattenere i turisti solitari. Nessun luogo meglio dell’Asia è utile per vedere che la vita vince sempre su tutto e che l’eterno ciclo della vita e della morte, passando attraverso la sofferenza, non avrà mai fine.

The Show Must Go On.



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giovedì 11 febbraio 2010

Tra Terra e Cielo


DISPONIBILE SUBITO PER TUTTI IL MIO NUOVO LIBRO!!!
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BUONA LETTURA A TUTTI.

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martedì 29 dicembre 2009

Da Hong Kong a Saigon, viaggio nella terra di mezzo


E' incredibilmente già trascorso un anno dall'ultimo viaggio con la "V" maiuscola, a dire il vero dodici mesi fà stavo crogiolandomi al sole di Arica(Chile), mi guardavo indietro e scrutavo tutta la strada che era scivolata via dietro di noi. Dodici mesi di vita intensa ad annusare l'aria in attesa che la strada riprendesse a fluire, ed ora eccoci qui a poche ore da una nuova partenza......1 gennaio 2010 destinazione Hong Kong, dove in uno dei suoi quartieri ci attende il kmq più densamente popolato della terra (50000 abitanti per kmq). Lasciate le luci della Tigre asiatica scivoleremo in treno attraverso il sud-ovest della Cina fino al confine vietnamita, da qui entreremo direttamente sulla baia di Halong, poi verso Hanoi e il confine nord con le sue minoranze etniche, scenderemo al centro a scrutare le ultime cicatrici di una guerra fnita ormai da 40 anni dove un tempo c'era la zona demilitarizzata, e inifine giungeremo nella frenetica Saigon che pulsa ormai di vita 24 ore al giorno. A poca distanza da essa ci attende l'immenso delta del Mekong, quasi a chiudere in senso inverso quel viaggio iniziato 2 anni orsono in Thailandia. Un viaggio che attraversò il Laos e la Cambogia per concludersi a Phnom Pen a pochi chilometri da quello stesso delta che ritroveremo tra circa un mese. un nuovo viaggio lungo un dodicesimo di anno che spero di poter presto documentare con uno dei miei ricchi reportage dal Mondo...........un augurio di Buon 2010 a tutti!!!





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martedì 22 dicembre 2009

FotoReportage - Levico Terme



Tutti gli anni nella splendida cornice del parco appartenuto agli Asburgo, nel mese di dicembre, si svolgono gli splendidi Mercatini di Natale. Un'occasione per visitare il Trentino e per entrare in una fiabesca atmosfera natalizia.

(Vai al Reportage Fotografico)




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venerdì 18 dicembre 2009

Report Fotografico - Spagna


Eccovi una veloce carrellata di immagini relative al recente viaggio in Aragona fatto alla fine di ottobre. Un viaggio iniziato con la festosa popolazione di Zaragoza, ancora persa nella tradizione della corrida, barbara e crudele almeno quanto caratteristica, tra le sponde del Rio Ebro e la grande Basilica della Virgen del Pilar, continuato negli sconfinati spazi della regione che si estende dalle vigne di Carinena ai piccoli paesini fortificati di Daroca, Teruel, e finito nella magnifica cornice di Albarracìn; dove si può respirare ancora l'odore dell'antica terra di Aragon.



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mercoledì 9 dicembre 2009

Tempovissuto



Grazie all'inizio di una collaborazione che spero proficua sotto al profilo artistico da questo mese, dicembre 2009, potrete trovare regolarmente i miei reportage e brevi fotoreportage sul Magazine on-ine: Tempovissuto (www.tempovissuto.it)